
Il pavimento è una delle voci che più incidono su costi, tempi e risultato di una ristrutturazione. Per anni la scelta è stata tra due strade: il parquet, caldo ma delicato, e il gres porcellanato effetto legno, resistente ma costoso e lento da posare. Oggi esiste una terza opzione che nei nostri cantieri usiamo sempre più spesso: l'SPC. In questo articolo confrontiamo i tre materiali su costi, posa, resistenza e manutenzione, e spieghiamo perché per la maggior parte delle case l'SPC offre il rapporto qualità-prezzo più vantaggioso.
Cosa sono i tre materiali
Parquet
Il parquet è legno vero. Nelle ristrutturazioni si usa quasi sempre il prefinito: uno strato nobile di legno da 2,5-4 millimetri su un supporto stabile, posato incollato sul massetto. Il massello, interamente in legno, richiede levigatura e finitura in opera.
Gres porcellanato effetto legno
È una ceramica a bassissimo assorbimento d'acqua che riproduce venature e texture del legno, in listoni lunghi fino a 120-180 centimetri. Richiede un massetto perfettamente planare, colla, fughe e sistemi di livellamento.
SPC
SPC sta per Stone Plastic Composite. È un pavimento con un nucleo rigido composto in gran parte da polvere di pietra calcarea e PVC, rivestito da una pellicola decorativa e da uno strato d'usura trasparente. Le doghe hanno uno spessore complessivo di 4-8 millimetri, spesso con materassino acustico già integrato. Si posano a incastro, flottanti, oppure incollate al fondo.
Il confronto punto per punto
Resistenza e durata
L'SPC è impermeabile in tutto il suo spessore: acqua versata, lavaggi frequenti e umidità non lo deformano. Il nucleo rigido assorbe gli urti senza scheggiarsi, e lo strato d'usura protegge da graffi e macchie. Se una doga si danneggia, si sostituisce da sola, senza demolire nulla.
Il parquet si segna con tacchi, sedie e animali domestici, e teme l'acqua. Il gres resiste ai graffi, ma una lastra scheggiata o crepata va scalpellata e sostituita, spesso senza trovare lo stesso lotto.
La durata dell'SPC dipende dallo strato d'usura. Per una casa abitata con un uso normale bastano 0,3 millimetri; per affitti brevi e zone di passaggio intenso indichiamo almeno 0,5 millimetri.
Posa
Qui la differenza è netta. L'SPC si posa a secco con sistema a incastro, oppure incollato quando serve la massima stabilità, per esempio su grandi superfici o con riscaldamento a pavimento. Si può posare anche sopra un pavimento esistente, se in buono stato e planare: niente demolizione, niente macerie, niente nuovo massetto. Lo spessore ridotto limita gli interventi su porte e soglie, e un appartamento di medie dimensioni si completa in pochi giorni.
Il gres richiede colla, fughe, livellamento e tempi di asciugatura. Il parquet incollato richiede un massetto asciutto e stabile, e il massello settimane di lavorazione.
Comfort e acustica
L'SPC è meno freddo del gres al tatto e, con il materassino integrato, riduce il rumore da calpestio, un aspetto utile in condominio. Il parquet resta il più caldo; il gres è il più freddo e il più rumoroso.
Riscaldamento a pavimento
Tutti e tre sono compatibili se il prodotto è certificato. Il gres conduce meglio il calore. L'SPC, grazie allo spessore sottile, ha una buona resa, soprattutto se incollato. Il parquet richiede spessori contenuti e posa incollata.
Costi orientativi
SPC: da circa 25 a 50 euro al metro quadro per il materiale, più 10-20 euro al metro quadro per la posa.
Gres porcellanato effetto legno: da circa 25 a 70 euro al metro quadro per il materiale, più 30-50 euro al metro quadro per la posa.
Parquet prefinito in rovere: da circa 40 a 100 euro al metro quadro per il materiale, più 20-35 euro al metro quadro per la posa incollata.
Parquet massello: da circa 70 a oltre 150 euro al metro quadro per il materiale, più posa, levigatura e finitura in opera.
A parità di resa estetica, l'SPC costa in genere meno sia come materiale sia come posa. Se lo posi sopra il pavimento esistente risparmi anche demolizione, smaltimento e nuovo massetto, voci che in una ristrutturazione pesano molto. Sono prezzi orientativi: variano con prodotto, formato, stato del fondo e metratura.
[Immagine: pavimento in SPC effetto rovere in un soggiorno · Doghe in SPC posate a incastro sopra il pavimento esistente, senza demolizione]
Manutenzione nel tempo
L'SPC si pulisce con un panno umido e detergenti neutri, senza trattamenti periodici. Usa feltrini sotto i mobili ed evita prodotti a base di solventi. Non si leviga: quando lo strato d'usura si consuma, si sostituiscono le doghe. Per questo lo spessore dello strato d'usura è il primo dato da controllare.
Il gres richiede solo detergenti neutri, con attenzione alla pulizia delle fughe. Il parquet va protetto con feltrini, trattato periodicamente se finito a olio e mantenuto con un'umidità ambiente tra il 45 e il 60%.
Quando confronti due pavimenti in SPC, guarda lo spessore dello strato d'usura, non quello totale. È lo strato d'usura a dire quanti anni durerà il pavimento.
Come scegliamo in base all'uso
Casa in cui vivi: SPC in tutta la casa, bagni compresi, per continuità visiva e manutenzione minima. Parquet solo se vuoi il legno vero nelle zone giorno e accetti più cura.
Immobile per affitto breve: SPC con strato d'usura di almeno 0,5 millimetri. Impermeabile, regge l'uso intenso, si pulisce in fretta tra un ospite e l'altro e si ripara doga per doga.
Ristrutturazione rapida o con budget definito: SPC posato sopra il pavimento esistente.
Riscaldamento a pavimento: SPC incollato oppure gres.
Edificio storico con solai in legno: SPC, leggero e più tollerante del gres verso piccoli movimenti del solaio.
Il gres resta la scelta giusta per terrazzi e spazi esterni, dove l'SPC non è adatto, e conviene evitare l'SPC dove il sole batte in modo diretto e prolungato su grandi vetrate.
Se stai valutando il pavimento per la tua ristrutturazione, usa il Calcolatore dei costi per una prima stima del budget. Per vedere da vicino campioni di SPC, gres e parquet, contatta Revalora: ti aiutiamo a scegliere in base agli ambienti e all'uso reale della casa.
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